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Classifica delle 10 cartoline più viste del mese

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giovedì 9 giugno 2011

Foto d'epoca di via Grande a Livorno

Via Grande a Livorno si trova tra piazza della Repubblica e piazza Micheli.
Quando sorse, con il piano regolatore del Buontalenti  del 28 Marzo 1577
prese il nome di via Ferdinanda ma fu sempre popolarmente chiamata
via Grande e precisamente:
via Grande della Porta a Pisa la parte a monte e
via Grande della Colonnella la parte a mare.
Dal 1808 al 1813 fu chiamata via Napoleone e dal 1860 al 1946 via Vittorio Emanuele II.
Via Grande è sempre rimasta la principale via Livornese
ricca di negozi e posti di ritrovo. 
Nella foto sopra si nota l’inizio della via Vittorio Emanuele lato porto
vista appunto da piazza Micheli.
Come si puo notare dai numerosi negozi, 
via Grande è sempre stata una via con molte attività commerciali
alcune delle quali ancora oggi esistono.
 Nelle due foto, via Vittorio Emanuele visto da piazza Colonnella.
Come avrete fatto caso la via era più stretta di adesso
e senza i portici costruiti perche nel dopo guerra.
Essendo la principale via di collegamento tra il porto e
l’entroterra era una strada molto trafficata.
Nella foto sopra ci troviamo nella piazzetta di Colonnella
sulla destra si nota l’insegna della Farmacia Inglese.
Nella foto via Vittorio Emanuele angolo via Grega (oggi via Tellini).
 L' ingresso del famoso Hotel Campari in via Vittorio Emanuele
angolo dell'odierna via Vittorio Veneto.
 Tratto della via Grande tra via Piave e via Montegrappa, 
a sinistra della foto un cambio monete ed una tabaccheria,
accanto la cartoleria Baldocci; piu avanti l’ingresso dell’albergo Campari 
dove sostava la diligenza che accompagnava i propri clienti alla stazione ferroviaria.
 Particolare di via Grande lato porto nel 1920. 
Tra le varie attivita commerciali si puo notare l'insegna del
negozio di ottica Bolaffi ancora oggi esistente
e sopra la sartoria Bonerardi.
L'inizio della seconda parte di via Grande (lato terra)
vista dalla piazza Vittorio Emanuele (Piazza Grande).
 Sull’angolo a sinistra si nota il Bar Sole oggi ancora presente,
il ristorante l’Ardenza, le due edicole dei giornali.
Sulla destra sotto il loggiato della Gran Guardia
si vede una cancellata in ferro, delimitava la zona occupata dagli uffici
centrali della Reale Questura che serviva anche da stazione militare.
 via Vittorio Emanuele (lato terra) vista dalla omonima piazza.
Da notare le tende parasole dei vari negozi arricchite dalle scritte, 
la via era un autentico emporio commerciale dove si potevano trovare 
innumerevoli tipi di mercanzie pregiate e provenienti da tutti i paesi del Mediterraneo.
Allora moltissimi di questi negozi che anche oggi sono presenti con il solito nome, 
erano gestiti da ricchi commercianti ebrei, levantini ed inglesi.

 Questa immagine effettuata dalla stessa prospettiva della precedente
ritrae la via Grande (lato terra)
devastata dopo uno dei bombardamenti degli alleati.

 Via Vittorio Emanuele e l'omonima piazza, sulla destra la tenda dello storico Bar Sole.
 Sulla sinistra della foto l'insegna del Teatro Moderno.
 Foto del 1921, al centro a destra si nota la presenza dell'antica 
che rappresentava il Duomo della Livorno Medicea.
 via Vittorio Emanuele angolo piazza Guerrazzi, 
 in primo piano l'edicola di Soranzo, famose editore di cartoline illustrate.
 In angolo con la piazza Guerrazzi c’era il negozio del libraio ed editore Giusti 
che era specializzato in edizioni scolastiche, a destra affacciati sulla piazza vediamo un negozio di parrucchiere ed uno dei tanti caffè della zona. 
Sulla via Grande accanto alla libreria vediamo una tabaccheria e ancora a sinistra una rivendita di ricambi per orologeria.
 L'ingresso al “Caffè della Posta”  in via Vittorio Emanuele n°52
davanti all’ufficio postale.
 via Vittorio Emanuele, sulla sinistra il muro del Cisternino di Città,
sullo sfondo, piazza Carlo Alberto (piazza della Repubblica).
  Ultimo tratto della via Vittorio Emanuele dalla piazza Guerrazzi alla piazza Carlo Alberto, 
al centro della foto vediamo l’ingresso del famoso caffè della posta
che si trovava al numero 52 davanti all’ufficio postale. 
Questo locale fu aperto al pubblico nel 1851 dallo Zucconi e ospitò nelle sue sale molti 
tra i più famosi letterati e artisti, dal Guerrazzi ad Angelica Palli, 
da Gherardi del Testa al Carducci.
 Ancora l'ultimo tratto di via Vittorio Emanuele visto però da piazza Carlo Alberto, 
sulla destra si nota l’edificio del Cisternino  e davanti a questo 
la piccola edicola dei giornali ed il pannello con l’orario dei treni.
La parte bassa del Cisternino la vediamo quasi del tutto ricoperta 
di manifesti pubblicitari la maggior parte dei quali reclamizzano spettacoli teatrali, 
allora molto diffusi e seguiti dall’appassionato pubblico livornese.

  In questa foto, più recente di quella sopra, 
possiamo notare il diverso tipo di illuminazione stradale con lampioni
sospesi al centro della strada e lampioni sui marciapiedi con base in cemento. 
Da notare a destra uno dei tanti vespasiani che si trovavano allora per la città 
ed in primo piano un piolo in ferro di piazza Carlo Alberto.



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sabato 25 giugno 2011

Cartoline delle Logge del Pieroni a Livorno

Le Logge si trovano in Piazza Grande, venivano attribuite al Vasari,
ma invece le disegno l'architetto Alessandro Pieroni.
Sull'architrave delle finestre in testata si leggeva: "Fer.M.M.D.Etr" .
Sotto queste belle loggette ci venivano i "Bonavoglia" forzati che finita la pena rimanevano volontariamente nel Bagno a lavorare) a venedere i loro manufatti. Cosimo III lo proibi, e allora ci convennero, mercanti capitani di bastimenti e mezzani, 
a trattare affari come in una Borsa di Commercio.
Tutti i loggiati furono terminati nel 1605 e le colonne furono realizzate con i marmi dei monti pisani, come pure le colonne della Cattedrale.
Nella foto, via Vittorio Emanuele (via Grande) lato terra, sulla sinistra le  
"Logge del Mengoli
dal nome di un commerciante, mentre quella sulla destra erano dette  
"Logge della Gran Guardia"
perché servivano come stazione militare.
Ci troviamo sotto le  Logge del Mengoli
piu avanti sull'angolo lo storico e frequentatissimo Bar Sole,
attraversando la via entriamo sotto le  
Logge della Gran Guardia.
le Logge del Mengoli dove quotidianamente si svolgeva  Il mercato dei frutti di mare. 
in questa foto via Vittorio Emanuele (via Grande) lato porto
a sinistra le "Logge del Diacciaio" 
perché vi era una fabbrica di ghiaccio
mentre quelle di destra erano dette "Logge della Tromba"
perché nel primo magazzino in angolo c’è stato
per diversi anni l’asta pubblica di merci sequestrate
o scampate ai naufragi dove la vendita della merce 
veniva annunciata a suon di tromba
lanciati da due "Trombi o Trombetti" in livrea, dipendenti del Comune.
In seguito vennero chiamati "Logge del Caccialli
dal nome di una tabaccheria che si trova all'angolo con via Vittorio Emanuele (via Grande), mentre il tratto a due archi venne chiamato "Logge del Frataio" da una botteghina dove si vendevano appunto frati e bomboloni.
Le Logge del Diacciaio,
  piu avanti attraversando la via Vittorio Emanuele 
si entrava sotto le Logge della Tromba.
  Lato opposto della foto precedente, ci troviamo sotto le "Logge della Tromba"
Due foto a confronto, via Vittorio Emanuele lato terra,
prima e dopo i devastanti bombardamenti del 7 Giugno 1944.
Come si vede dalla foto Il Portico sulla sinistra detto degli Sproni
è l'unico dei 4 portici del Pieroni che si è salvato dai bombardamenti.
Non furono risparmiati dalla poco clemente ricostruzione postbellica, i tre dei quattro Portici seicenteschi che vennero definitivamente abbattuti.


In piazza grande vedi anche:

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    via grande

    giovedì 9 giugno 2011

    Foto d'epoca di Piazza Grande a Livorno

    Piazza Vittorio Emanuele II
    già Piazza d’Arme e popolarmente chiamata piazza Grande
    è situata nel centro della città vecchia e vi fanno capo le principali vie. 
    Si estendeva in principio fino al limite delle logge erette dal Pieroni 
    Quando fu costruito il nuovo quartiere della Venezia, venne riempito il vecchio porticciolo fatto costruire dai genovesi, che occupava l’area 
    dove in seguito furono costruiti i tre palazzi. 
    Si ottenne in questo modo una grandiosa e bellissima piazza.
    Qualcuno ha scritto che era la più grande piazza del mondo con i suoi 
    329 metri di lunghezza e i 73 di larghezza  
    altri ricordano che venne presa ad esempio da rinomatissimi urbanisti stranieri:
    la «Gran Place Royale di Parigi, la «Piace Ducale» di Charleville e, addirittura, 
    la piazza del «Covent Garden» di Londra trassero ispirazione dalla nostra Piazza Grande. Tutto ciò suonerà piuttosto strano alle orecchie delle generazioni giovani ma, in realtà, la Livorno scomparsa sotto l'uragano della guerra annoverava diversi gioielli scaturiti dalle nobili fantasie del Buontalenti o del Cogorano.
    Con il Regno d'Italia la piazza venne intitolata a Vittorio Emanuele II e nel 1892 fu solennemente inaugurato il monumento equestre al medesimo sovrano.
    Sulla piazza si affacciavano oltre la Cattedrale di San Francesco (il Duomo), 
    le Loggie del Pieroni, il Palazzo Granducale, il Palazzo del Comune, il Palazzo della Dogana e il Palazzo della vecchia Prefettura.
    Una delle più belle piazze d’Italia, arricchita dai nuovi giardini
    e da una bella vasca con la fontana al centro.
    Esistevano anche dei filari di alberi lungo i lati più lunghi della piazza.
    Le vetture del tram elettrico, 
    quando arrivavano nella piazza facevano il rondò attorno al monumento 
    del Re Vittorio Emanuele.
    La piazza vista dalla prospettiva opposta, ci troviamo con i Tre Palazzi alle nostre spalle, davanti alla grande vasca con la fontana costruita in occasione dell'inaugurazione dell'acquedotto di Filettole.
    La Piazza vista dai Tre Palazzi
     Oggi piazza del Municipio, un tempo parte dell' immensa piazza Vittorio Emanuele,
    i Tre Palazzi in mezzo al Palazzo della Dogana e quello del Comune.
     Nella foto vediamo sulla sinistra il Palazzo della vecchia Prefettura, 
    al centro l'angolo del vecchio Ospedale con la farmacia. 
    Quando il fabbricato fu abbattuto per far posto al Palazzo del Governo (fine anni 30)
    la farmacia fu spostata nell'angolo a destra del Palazzo della Prefettura.
    A destra il Palazzo della Dogana (Camera di Commercio).  
     Alle nostre spalle abbiamo il Palazzo della vecchia Prefettura, davanti a noi sulla sinistra il Palazzo Comunale (del Municipio), sulla destra il Palazzo Granducale (della Provincia).
     
    Da sinistra verso destra, I Tre Palazzi, il Palazzo del Municipio e il Palazzo Granducale.
    L'edificio dei Tre Palazzi in mezzo al Palazzo della Dogana a sinistra, 
    e il Palazzo del Comune.
    Da poco è stato completato l'impianto di illuminazione elettrica 
    con eleganti candelabri di ghisa sostituenti i vecchi lampioni a gas. 
    Siamo negli anni 20 e la S.T.U. sta allargano a tutta la città il servizio tramviario, creando nuove linee. Il centro è collegato alla stazione da tempo, ma dovendo servire anche S.Marco, successivamente i Cimiteri Comunali ed essendo intensificata la viabilità sul litorale, occorre decongestionare via Vittorio Emanuele (via Grande) e la piazza. 
    Si provvede cosi a costruire i tratti di via delle Galere e di via del Giardino (via Fiume).
    Si possono vedere le rotaie stivate ai lati della sede stradale e la "torre"
    che sta allestendo la via aerea.
    La piazza vista dalla Cattedrale di S.Francesco
    Anche in questa foto, in fondo sulla destra possiamo osservare come
    il Palazzo Granducale si trovi
    in posizione avanzata rispetto ad oggi. 
    Altra prospettiva vista dai "Tre Palazzi", 
    il Duomo sullo sfondo,  sulla sinistra possiamo osservare come il Palazzo Granducale 
    (della Provincia) si trovi in posizione avanzata rispetto ad oggi.
    In queste foto vediamo una bella piazza tranquilla, senza lo stress della vita di oggi, 
    si vedono dei tram a cavalli e delle carrozze, 
    si vedono le rotaie della tranvia a cavalli.
    Il monumento è stato installato da pocoe sopra le logge del Mengoli
    dove c’era il caffè Elvetico, si nota il rosone incavato nel muro e dedicato 
    alla Madonna di Montenero a ricordo del voto fatto dai livornesi il 27 gennaio 
    dopo i furiosi terremoti del 1742. 
    Tutto quello che si vede nelle foto fu purtroppo distrutto dalle bombe dell’ultima guerra ad eccezione della parte del loggiato, ben visibile nella foto, e del monumento al Re.
    Tram elettrici in Piazza Vittorio Emanuele.
    Il servizio dei tram era ben sviluppato e le linee per il mare, la stazione, Colline, Ardenza, Antignano, Montenero, partivano ed arrivavano in piazza da via Vittorio Emanuele, 
    via Cairoli, via delle Galere, via del Giardino (oggi via Fiume).
    Ai Tram venivano agganciati rimorchi che in estate erano di tipo tutto aperto (giardiniere) per offrire un viaggio piu confortevole ai passeggeri.
     
    Soggetto principale di questa foto è  il Monumento a Vittorio Emanuele, 
    dietro, sullo sfondo le logge della Gran Guardia e il Duomo.
     
     La piazza vista da sotto il porticato del Duomo, sulla sinistra le Logge della Tromba.
     Con il tempo, i tram furono stati sostituiti dai filobus e dai taxi. 
     La Piazza non subi grandi cambiamenti fino allo scoppio della Guerra.
    I disastrosi bombardamenti del 1943 ridussero il Duomo, 
    i Tre Palazzi ed il Palazzo Granducale, ad un cumulo di rovine, 
    mentre tutti gli edifici intorno riportarono danni ingenti.








    Nonostante tutto gli esili porticati attribuiti ad Alessandro Pieroni,
    sostenuti da leggere arcate a tutto sesto impostate su colonne tuscaniche, resistettero alla forza delle bombe, ma non furono risparmiati dalla poco clemente ricostruzione postbellica, quando tre dei quattro edifici seicenteschi 
    vennero definitivamente abbattuti.
    I porticati seicenteschi della piazza originaria furono in gran parte demoliti 
    (compreso quello del Palazzo Granducale, ricostruito in posizione più arretrata) 
    per dare piu visibilità al Palazzo Comunale e per far posto a nuovi palazzi, come la nuova sede della Cassa di Risparmi di Livorno, progettata sempre da Vagnetti su modello dei palazzi rinascimentali.

    La ricostruzione della piazza rappresenta 
    una delle vicende più controverse 
    del dopoguerra livornese. 
    Per la ricostruzione di piazza Grande e dell'omonima via fu quindi indetto un concorso 
    dal quale però non emerse alcun vincitore, ma furono estrapolate soltanto alcune soluzioni ritenute meritevoli, come quella di chiudere la piazza con un edificio porticato, separando così il Duomo dal Palazzo Comunale mediante la creazione di due spazi distinti 
    (la piazza Grande davanti al Duomo e quella del Municipio davanti al Comune).
    La cittadinanza invece non è ha mai accettato fino in fondo la presenza 
    del cosiddetto "Nobile interrompimento", 
    continuando così a rimpiangere l'ampia piazza di un tempo.




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    Vista della Piazza dall'alto.



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    Piazza Grande Oggi 
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    e persino ruotare la visuale di 360°.
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    In Piazza Grande vedi anche:

    Prosegui il viaggio in:

    via Grande
    largo Duomo



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