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Classifica delle 10 cartoline più viste del mese

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giovedì 9 giugno 2011

Foto d'epoca di Piazza Grande a Livorno

Piazza Vittorio Emanuele II
già Piazza d’Arme e popolarmente chiamata piazza Grande
è situata nel centro della città vecchia e vi fanno capo le principali vie. 
Si estendeva in principio fino al limite delle logge erette dal Pieroni 
Quando fu costruito il nuovo quartiere della Venezia, venne riempito il vecchio porticciolo fatto costruire dai genovesi, che occupava l’area 
dove in seguito furono costruiti i tre palazzi. 
Si ottenne in questo modo una grandiosa e bellissima piazza.
Qualcuno ha scritto che era la più grande piazza del mondo con i suoi 
329 metri di lunghezza e i 73 di larghezza  
altri ricordano che venne presa ad esempio da rinomatissimi urbanisti stranieri:
la «Gran Place Royale di Parigi, la «Piace Ducale» di Charleville e, addirittura, 
la piazza del «Covent Garden» di Londra trassero ispirazione dalla nostra Piazza Grande. Tutto ciò suonerà piuttosto strano alle orecchie delle generazioni giovani ma, in realtà, la Livorno scomparsa sotto l'uragano della guerra annoverava diversi gioielli scaturiti dalle nobili fantasie del Buontalenti o del Cogorano.
Con il Regno d'Italia la piazza venne intitolata a Vittorio Emanuele II e nel 1892 fu solennemente inaugurato il monumento equestre al medesimo sovrano.
Sulla piazza si affacciavano oltre la Cattedrale di San Francesco (il Duomo), 
le Loggie del Pieroni, il Palazzo Granducale, il Palazzo del Comune, il Palazzo della Dogana e il Palazzo della vecchia Prefettura.
Una delle più belle piazze d’Italia, arricchita dai nuovi giardini
e da una bella vasca con la fontana al centro.
Esistevano anche dei filari di alberi lungo i lati più lunghi della piazza.
Le vetture del tram elettrico, 
quando arrivavano nella piazza facevano il rondò attorno al monumento 
del Re Vittorio Emanuele.
La piazza vista dalla prospettiva opposta, ci troviamo con i Tre Palazzi alle nostre spalle, davanti alla grande vasca con la fontana costruita in occasione dell'inaugurazione dell'acquedotto di Filettole.
La Piazza vista dai Tre Palazzi
 Oggi piazza del Municipio, un tempo parte dell' immensa piazza Vittorio Emanuele,
i Tre Palazzi in mezzo al Palazzo della Dogana e quello del Comune.
 Nella foto vediamo sulla sinistra il Palazzo della vecchia Prefettura, 
al centro l'angolo del vecchio Ospedale con la farmacia. 
Quando il fabbricato fu abbattuto per far posto al Palazzo del Governo (fine anni 30)
la farmacia fu spostata nell'angolo a destra del Palazzo della Prefettura.
A destra il Palazzo della Dogana (Camera di Commercio).  
 Alle nostre spalle abbiamo il Palazzo della vecchia Prefettura, davanti a noi sulla sinistra il Palazzo Comunale (del Municipio), sulla destra il Palazzo Granducale (della Provincia).
 
Da sinistra verso destra, I Tre Palazzi, il Palazzo del Municipio e il Palazzo Granducale.
L'edificio dei Tre Palazzi in mezzo al Palazzo della Dogana a sinistra, 
e il Palazzo del Comune.
Da poco è stato completato l'impianto di illuminazione elettrica 
con eleganti candelabri di ghisa sostituenti i vecchi lampioni a gas. 
Siamo negli anni 20 e la S.T.U. sta allargano a tutta la città il servizio tramviario, creando nuove linee. Il centro è collegato alla stazione da tempo, ma dovendo servire anche S.Marco, successivamente i Cimiteri Comunali ed essendo intensificata la viabilità sul litorale, occorre decongestionare via Vittorio Emanuele (via Grande) e la piazza. 
Si provvede cosi a costruire i tratti di via delle Galere e di via del Giardino (via Fiume).
Si possono vedere le rotaie stivate ai lati della sede stradale e la "torre"
che sta allestendo la via aerea.
La piazza vista dalla Cattedrale di S.Francesco
Anche in questa foto, in fondo sulla destra possiamo osservare come
il Palazzo Granducale si trovi
in posizione avanzata rispetto ad oggi. 
Altra prospettiva vista dai "Tre Palazzi", 
il Duomo sullo sfondo,  sulla sinistra possiamo osservare come il Palazzo Granducale 
(della Provincia) si trovi in posizione avanzata rispetto ad oggi.
In queste foto vediamo una bella piazza tranquilla, senza lo stress della vita di oggi, 
si vedono dei tram a cavalli e delle carrozze, 
si vedono le rotaie della tranvia a cavalli.
Il monumento è stato installato da pocoe sopra le logge del Mengoli
dove c’era il caffè Elvetico, si nota il rosone incavato nel muro e dedicato 
alla Madonna di Montenero a ricordo del voto fatto dai livornesi il 27 gennaio 
dopo i furiosi terremoti del 1742. 
Tutto quello che si vede nelle foto fu purtroppo distrutto dalle bombe dell’ultima guerra ad eccezione della parte del loggiato, ben visibile nella foto, e del monumento al Re.
Tram elettrici in Piazza Vittorio Emanuele.
Il servizio dei tram era ben sviluppato e le linee per il mare, la stazione, Colline, Ardenza, Antignano, Montenero, partivano ed arrivavano in piazza da via Vittorio Emanuele, 
via Cairoli, via delle Galere, via del Giardino (oggi via Fiume).
Ai Tram venivano agganciati rimorchi che in estate erano di tipo tutto aperto (giardiniere) per offrire un viaggio piu confortevole ai passeggeri.
 
Soggetto principale di questa foto è  il Monumento a Vittorio Emanuele, 
dietro, sullo sfondo le logge della Gran Guardia e il Duomo.
 
 La piazza vista da sotto il porticato del Duomo, sulla sinistra le Logge della Tromba.
 Con il tempo, i tram furono stati sostituiti dai filobus e dai taxi. 
 La Piazza non subi grandi cambiamenti fino allo scoppio della Guerra.
I disastrosi bombardamenti del 1943 ridussero il Duomo, 
i Tre Palazzi ed il Palazzo Granducale, ad un cumulo di rovine, 
mentre tutti gli edifici intorno riportarono danni ingenti.








Nonostante tutto gli esili porticati attribuiti ad Alessandro Pieroni,
sostenuti da leggere arcate a tutto sesto impostate su colonne tuscaniche, resistettero alla forza delle bombe, ma non furono risparmiati dalla poco clemente ricostruzione postbellica, quando tre dei quattro edifici seicenteschi 
vennero definitivamente abbattuti.
I porticati seicenteschi della piazza originaria furono in gran parte demoliti 
(compreso quello del Palazzo Granducale, ricostruito in posizione più arretrata) 
per dare piu visibilità al Palazzo Comunale e per far posto a nuovi palazzi, come la nuova sede della Cassa di Risparmi di Livorno, progettata sempre da Vagnetti su modello dei palazzi rinascimentali.

La ricostruzione della piazza rappresenta 
una delle vicende più controverse 
del dopoguerra livornese. 
Per la ricostruzione di piazza Grande e dell'omonima via fu quindi indetto un concorso 
dal quale però non emerse alcun vincitore, ma furono estrapolate soltanto alcune soluzioni ritenute meritevoli, come quella di chiudere la piazza con un edificio porticato, separando così il Duomo dal Palazzo Comunale mediante la creazione di due spazi distinti 
(la piazza Grande davanti al Duomo e quella del Municipio davanti al Comune).
La cittadinanza invece non è ha mai accettato fino in fondo la presenza 
del cosiddetto "Nobile interrompimento", 
continuando così a rimpiangere l'ampia piazza di un tempo.




Visualizzazione ingrandita della mappa

Vista della Piazza dall'alto.



Clicca qui per la visualizzazione ingrandita della mappa
Piazza Grande Oggi 
Punta il mouse sulla foto: puoi spostarti in avanti e indietro lungo la piazza 
e persino ruotare la visuale di 360°.
Questo è Street View



In Piazza Grande vedi anche:

Prosegui il viaggio in:

via Grande
largo Duomo



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sabato 25 giugno 2011

Foto d'epoca Tre Palazzi a Livorno

Andato distrutto nei bombardamenti del 1943 si trovava in 
Piazza Grande (già Piazza Vittorio Emanuele)  
esattamente dove oggi vi è il Palazzo dell'Anagrafe.

 Era un raffinato edificio, che inglobava al suo interno Tre edifici indipendenti
(da qui il nome Tre Palazzi).
 
 L'edificio dei "Tre Palazzi" si trovava tra il Palazzo della Dogana a sinistra 
e il Palazzo Comunale a destra
Colmando il vecchio Porticciolo de "Genovesi" nel 1630 l'architetto
Gio Batta Santi raddoppio l'estensione della piazza D'Arme (piazza Vittorio Emanuele),
è su questa area dell'interrato Porticciolo, che il ricco mercante Gaspero Vincenti edificò, nel 1705, I Tre Palazzi, disegnato dall'architetto Giovan Battista Foggini.
Tra il portone di sinistra e quello centrale si nota una porticina, quello dell'Ufficio Postale. Nel portone aveva la sede il "Credito Italiano"(di cui si vede l'insegna).
Una fila di finestrine si vede sotto il cornicione, quelle al centro corrispondono ad una scuola privata, gestita da una coppia di cognugi insegnanti.


In piazza Grande vedi anche:



Prosegui il viaggio in: via Grande





mercoledì 9 aprile 2014

Foto d'epoca di Piazza Vittorio Emanuele II a Livorno

Piazza Vittorio Emanuele II
già Piazza d’Arme e popolarmente chiamata piazza Grande
è situata nel centro della città vecchia e vi fanno capo le principali vie. 
Si estendeva in principio fino al limite delle logge erette dal Pieroni 

Quando fu costruito il nuovo quartiere della Venezia, venne riempito il vecchio porticciolo fatto costruire dai genovesi, che occupava l’area 
dove in seguito furono costruiti ''i tre palazzi''. 


Si ottenne in questo modo una grandiosa e bellissima piazza. 



 Piazza Vittorio Emanule II 1920



Piazza Vittorio Emanuele 1922





Veduta aerea di piazza Vittorio Emanule del 1929.


 

 Vedute aerea di Piazza Vittorio Emanule anni 30.




Due fotografie molto simili con veduta panoramica della piazza negli anni 30
 fotografie realizzate dalla sommità del Duomo. 








sabato 25 giugno 2011

Cartolina della Camera di Commercio a Livorno

Il Palazzo della Dogana
è un elegante edificio seicentesco ubicato a Livorno,in piazza del Municipio.
Ospita la Camera di Commercio cittadina e, fino alla seconda guerra mondiale, delimitiva il lato settentrionale di Piazza Grande.

Nel XV secolo i genovesi divennero padroni del castello di Livorno e scavarono una piccola darsena a nord dell'abitato, dotandola di un fabbricato in cui collocarono la sede della dogana. Successivamente, nel XVII secolo, l'area nei pressi dell'edificio fu trasformata nel Palazzo Granducale, mentre l'ufficio doganale fu trasferito in una struttura già esistente e attiva dal 1544, nella scomparsa piazza del Nettuno.
Nel 1648 l'ufficio, dopo essere stato riunito per alcuni anni alla dogana dei Genovesi, fu ulteriormente spostato in un nuovo palazzo ai margini di piazza Grande (allora nota come piazza d'Arme); l'edificio, progettato da Annibale Cecchi, fu sede della dogana fino al 1868, anno in cui fu trasferita nelle zone più prossime al porto. Da allora l'immobile, che mantenne il nome di Palazzo della Dogana, ospitò la Tesoreria provinciale, la Banca d'Italia e, dal 1872, la Camera di Commercio.
La ricostruzione postbellica ha mutato lo scenario attorno al Palazzo della Dogana, ora circondato da costruzioni completamente in contrasto con l'aspetto originario della piazza. I bombardamenti danneggiarono anche la parte posteriore dell'edificio, restaurata già negli anni settanta del Novecento e dove sorge un grande auditorium.
La parte anteriore invece risulta sostanzialmente immutata, con i tre grandi archi a tutto sesto, rivestiti secondo l'uso del bugnato. Le arcate, schermate da una cancellata in ferro, sostengono il piano superiore dell'edificio, leggermente rialzato intorno al 1907.
L'interno è privo di particolari pregi artistici: tra le varie sale che costituiscono il palazzo è doveroso segnalare la Sala del Consiglio posta al secondo piano dell'immobile e coperta da un raffinato soffitto ligneo. Della struttura interna originaria sono rimaste le aule poste al piano terra, ai lati della scala monumentale; esse presentano coperture voltate poggianti su pilastri.





In piazza Grande vedi anche:

Prosegui il viaggio in: via grande


Cartoline delle Logge del Pieroni a Livorno

Le Logge si trovano in Piazza Grande, venivano attribuite al Vasari,
ma invece le disegno l'architetto Alessandro Pieroni.
Sull'architrave delle finestre in testata si leggeva: "Fer.M.M.D.Etr" .
Sotto queste belle loggette ci venivano i "Bonavoglia" forzati che finita la pena rimanevano volontariamente nel Bagno a lavorare) a venedere i loro manufatti. Cosimo III lo proibi, e allora ci convennero, mercanti capitani di bastimenti e mezzani, 
a trattare affari come in una Borsa di Commercio.
Tutti i loggiati furono terminati nel 1605 e le colonne furono realizzate con i marmi dei monti pisani, come pure le colonne della Cattedrale.
Nella foto, via Vittorio Emanuele (via Grande) lato terra, sulla sinistra le  
"Logge del Mengoli
dal nome di un commerciante, mentre quella sulla destra erano dette  
"Logge della Gran Guardia"
perché servivano come stazione militare.
Ci troviamo sotto le  Logge del Mengoli
piu avanti sull'angolo lo storico e frequentatissimo Bar Sole,
attraversando la via entriamo sotto le  
Logge della Gran Guardia.
le Logge del Mengoli dove quotidianamente si svolgeva  Il mercato dei frutti di mare. 
in questa foto via Vittorio Emanuele (via Grande) lato porto
a sinistra le "Logge del Diacciaio" 
perché vi era una fabbrica di ghiaccio
mentre quelle di destra erano dette "Logge della Tromba"
perché nel primo magazzino in angolo c’è stato
per diversi anni l’asta pubblica di merci sequestrate
o scampate ai naufragi dove la vendita della merce 
veniva annunciata a suon di tromba
lanciati da due "Trombi o Trombetti" in livrea, dipendenti del Comune.
In seguito vennero chiamati "Logge del Caccialli
dal nome di una tabaccheria che si trova all'angolo con via Vittorio Emanuele (via Grande), mentre il tratto a due archi venne chiamato "Logge del Frataio" da una botteghina dove si vendevano appunto frati e bomboloni.
Le Logge del Diacciaio,
  piu avanti attraversando la via Vittorio Emanuele 
si entrava sotto le Logge della Tromba.
  Lato opposto della foto precedente, ci troviamo sotto le "Logge della Tromba"
Due foto a confronto, via Vittorio Emanuele lato terra,
prima e dopo i devastanti bombardamenti del 7 Giugno 1944.
Come si vede dalla foto Il Portico sulla sinistra detto degli Sproni
è l'unico dei 4 portici del Pieroni che si è salvato dai bombardamenti.
Non furono risparmiati dalla poco clemente ricostruzione postbellica, i tre dei quattro Portici seicenteschi che vennero definitivamente abbattuti.


In piazza grande vedi anche:

    Prosegui il viaggio in:

    via grande