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Classifica delle 10 cartoline più viste del mese

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mercoledì 9 agosto 2017

Cartolina della Cappella San Michele Arcangelo Livorno

La cappella di San Michele Arcangelo e della Visitazione di Maria 
sorse nel 1703 lungo via Roma
nei pressi in cui si incrocia con viale Nazario Sauro.


Quest'ultima, verso la fine dell'Ottocento fu affiancata 
da una barriera della cinta daziaria di Livorno 
(Barriera Roma, scomparsa, con la demolizione delle mura, nel corso del Novecento) All'epoca la cappella si trovava in stato di degrado, tanto che fu restaurata negli anni trenta del Novecento (come ricorda la scritta impressa nell'architrave).


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lunedì 7 agosto 2017

Cartoline dello stabilimento Acque della Salute a Livorno

 Lo stabilimento o quello che ne rimane si trova a Livorno,
 tra via Orosi e piazza Dante, nei pressi della Stazione Centrale.


  Stabilimento termale Acque della Salutenoto anche come Terme del Corallo 
 detto anche volgarmente Montecatini al Mare.







 Veduta panoramica dello stabilimento (1904)


Nel 1903 iniziò la costruzione dello Stabilimento della Acque della Salute 
che fu per molti anni uno dei principali motivi di richiamo turistico della città. 
Quasi in contemporanea venne iniziata la costruzione del grande albergo Terminus Corallo e sui vicini terreni, donati al Comune di Livorno dalla Società delle Acque della salute, nacque la nuova stazione ferroviaria sulla direttrice Roma - Genova. 




Acque della Salute
sullo sfondo il grande albergo Terminus Corallo (1906)
Nei primi anni del 1800 furono notate diverse pozze naturali di acque nella zona 
del campo di Marte, dove i militari erano soliti fare le loro esercitazioni. 
Queste acque, a detta dei contadini della zona, avevano un effetto
purgativo da loro riscontrato sul proprio bestiame che lì andava ad abbeverarsi.


 
Dopo diversi anni e precisamente nel 1856, il sacerdote Giuseppe Pini costruì in quella zona un’edicola per la distribuzione di quella acqua risultata purgativa e salsoiodica.
 Passarono alcuni anni e agli inizi del secolo, per interessamento 
di alcuni studiosi e di industriali, fu decisa la costruzione di uno 
stabilimento per lo sfruttamento di queste acque. 
Su queste acque vennero fatti dei saggi da famosi scienziati e furono trovate cinque sorgenti di acque con diverse qualità curative.






  Salone di mescita con le cinque acque (1906-1912)






La costruzione di questo complesso, che fu chiamato Acque della Salute, 
venne iniziato nel 1903 e fu portato a termine ed inaugurato nel 1905 
alla presenza delle più importanti autorità del paese.





 L'ingresso principale di via dei Condotti (oggi v.le Carducci) 
costruito da due eleganti edicole quadrangolari sormontate 
da una piccola caratteristica guglia.




Tre cartoline che ritraggono l ingresso pricipale dello

 stabilimento nei primi del 900.

Le due eleganti edicole fungevano da biglietteria, 

erano unite da un largo ed elegante cancello di accesso 
che immetteva in un bel piazzale fiorito, 
attraverso una rampa di scale si accedeva al salone centrale.

Inaugurazione delle Acque della Salute, 15 agosto 1905

 Le terme furono frequentate soprattutto dalla nobiltà, dalla buona
borghesia e da famosi artisti di varie nazionalità.


 In questa foto d'epoca vediamo il solenne ricevimento
di S.A. Principe di Battenberg, Ammiraglio della Squadra Inglese

Visita di Vittorio Emanuele III anno 1905.
 I frequentatori degli Stabilimenti delle Acque della Salute fecero parte della borghesia e dell’aristocrazia italiana e straniera e poterono usufruire, 
oltre che delle varie cure termali, di bellissimi ambienti con ameni giardini e 
ombrosi viali dove potevano riposarsi in pace. 



Allo stabilimento arrivava bella gente che veniva per far uso delle acque curative e allo stesso tempo per visitare le mostre di pittura, di antiquariato e di arti varie
che venivano preparate all’interno dei numerosi saloni.
Spesso queste sale venivano usate per presentare i prodotti
delle varie attività commerciali livornesi.





Potevano inoltre godere di molti svaghi come gare di tennis, 
pattinaggio, spettacoli, feste e manifestazioni di gala.







Particolare del padiglione principale dello stabilimento in stile post liberty, 
questo complesso fu considerato tra i migliori in Europa, 
aveva varie stanze per le visite mediche, sale per la distribuzione delle acque, 
dove si potevano assaggiare tutte e cinque le sorgenti e poi un 
grande parco con colonnati, padiglioni e giardini.





La terrazza dello Stabilimento 1918






 Veduta dalla terrazza del padiglione centrale.











 

Slideshow cartoline Terme del Corallo








Viaggio virtuale Terme del Corallo



La storia
Video realizzato in collaborazione con Luciano de Nigris (regista)
sull'impianto termale della Acque della Salute di Livorno,
 conosciute come le Terme del Corallo, gioiello Liberty della città da recuperare.
www.livornotour.com




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sabato 8 febbraio 2014

Immagini storiche del ospedale di Livorno

Gli Spedali Riuniti sono ancora oggi (2014) la principale struttura ospedaliera di Livorno e occupano un vasto lotto compreso tra il viale Alfieri e il centro cittadino.




 La denominazione è antecedente alla costruzione dell'edificio che risale al 1898; 
essa indicava il vasto complesso ospedaliero di Sant'Antonio, ove in precedenza erano stati riuniti i vari spedali cittadini (della Misericordia, della SS. Annunziata e San Ranieri, di San Tobia o dello Spirito Santo, delle Stimmate di San Francesco, 
dei carcerati, degli ebrei, del Bagno Penale).
  Gli Spedali Riuniti furono costruiti a partire dal 1929, e, nel clima di propaganda dell'epoca, furono intitolati al gerarca fascista Costanzo Ciano 
 fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. 
 Infatti Costanzo Ciano non contribuì alla costruzione della struttura, ma, come è stato sottolineato dagli studiosi, egli fu abile a far associare il proprio nome, o quello dei famigliari, a diverse opere pubbliche realizzate nella propria città natale.

La struttura ospedaliera divenne subito centro di una sofisticata assistenza, cui si aggiunse un'attività di ricerca medica di primo livello.

 La realizzazione costò 32 milioni di lire, una cifra enorme per quei tempi, ma che testimonia la grandiosità dell'opera, che andava a sostituire un preesistente nosocomio intitolato a Sant'Antonio ubicato in pieno centro cittadino, nell'area del Bagno dei forzati.



Due immagini dell'inaugurazione degli Spedali Riuniti di Livorno
L'inaugurazione avvenne nel novembre del 1931 alla presenza delle massime autorità 



L'ospedale è costituito da diversi padiglioni, 
 collegati tra loro da un corridoio coperto e disposti simmetricamente
 intorno ad una corte centrale, dove si apre la cappella.
Dal punto di vista architettonico l'impianto del nosocomio livornese non risulta particolarmente innovativo, 
ma ripiega stancamente su elementi della tradizione.











 Nei dintorni vedi anche:
Barriera Vittorio Emanuele

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sabato 22 ottobre 2011

Cartoline d'epoca delle Terme del Corallo a Livorno



 Cartoline colorate delle Terme del Corallo o Acque della Salute
detto anche volgarmente Montecatini al Mare
Allo stabilimento arrivava bella gente che veniva per far uso delle acque curative e allo stesso tempo per visitare le mostre di pittura, di antiquariato e di arti varie.



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mercoledì 12 ottobre 2011

Immagini d'epoca Hotel Terminus Corallo a Livorno

Il Grand Hotel Corallo, noto anche come Albergo Corallo o Terminus Corallo, 
è uno degli alberghi storici di Livorno, situato in piazza Dante 19.
Costruito su progetto dell'ingegner Angiolo Badaloni  autore del complesso 
della Acque della Salute, all'esterno della Barriera Vittorio Emanuele, 
l'edificio venne inaugurato entro il 1910.
Prestigioso luogo di incontro dei "vacanzieri" termali, secondo la moda di inizio secolo,
e posto in posizione estremamente favorevole data la vicinanza 
della nuova stazione centrale.
L' Albergo Corallo 
(prese il nome da uno dei piccoli affluenti del torrente "Riseccoli" ) 
conobbe i fasti della Montecatini a Mare, chiuse la propria attività diversi anni fà,
ed è stato ultimamente ristrutturato ed adibito ad uffici commerciali.
Nella foto sopra, il laghetto artificiale antistante il grandioso albergo Corallo. 



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giovedì 6 ottobre 2011

Cartoline d'epoca del viale Carducci a Livorno

Viale Giosue Carducci già via Emilio Zola e prima ancora via dei Condotti.
 All'epoca della foto sopra la stazione F.s. che si intravede in profondità è già in funzione, unitamente alla linea tranviaria che si trovava nei vialetti esterni.
Via dei Condotti nei pressi della Stazione F.s.
Veduta della parte del viale della stazione ripresa dalla sommità della Barriera Vittorio Emanuele che si trovava a metà dello stesso.
Cartolina piu recente del viale Carducci visto dalla Stazione F.S.



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mercoledì 27 luglio 2011

Foto d'epoca della Dogana d'Acqua a Livorno

 La Dogana d'acqua o quel che ne rimane
sorgeva nella zona compresa tra il Forte San Pietro e la Porta San Marco,
esattamente in via della Cinta Esterna incrocio via Salvatore Orlando.

La Dogana d'acqua era considerata la sesta porta delle Mura Leopoldine di Livorno,
a delimitazione dell'area del porto franco.

 (1935 Il maestoso edificio della Dogana d'Acqua)

La costruzione della Dogana d'acqua risale agli anni trenta dell'Ottocento (1835),
quando il granduca Leopoldo II di Toscana ordinò la realizzazione di una
nuova cinta daziaria al fine di ampliare l'area del porto franco di Livorno.
Questo varco, progettato da Carlo Reishammer, fu posto lungo il Canale dei Navicelli, allo scopo di regolare e sorvegliare i traffici per via d'acqua tra Livorno e Pisa.
Per questo, intorno alla dogana furono scavate due vaste darsene per la sosta delle imbarcazioni: una interna, di forma rettangolare, ed una esterna, di forma semicircolare.


Tuttavia, nel corso dell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento,
la darsena esterna fu quasi completamente interrata ed il fabbricato vero e proprio fu oggetto di alcune modifiche, così da migliorare la viabilità stradale:
infatti, la parte tergale della dogana fu sventrata per permettere la realizzazione di una strada di collegamento col porto,(via della Cinta Esterna)
mentre un tratto di mura adiacente alla costruzione fu interamente demolito.
A queste trasformazioni fecero seguito i devastanti bombardamenti dell'ultima guerra mondiale, che ridussero la Dogana d'acqua ad un cumulo di macerie.
Nel dopoguerra anche la darsena interna fu interrata ed i resti dell'edificio furono ulteriormente demoliti con la realizzazione di un magazzino industriale, ubicato sul ponte dove poggiava il fabbricato storico.

Con la demolizione del suddetto magazzino, avvenuta negli ultimi anni del Novecento, dell'originaria costruzione restano solo il ponte a tre arcate ed i ruderi della parte posteriore, dove un tempo si effettuavano i controlli 
sulle merci trasportate dalle imbarcazioni.

Il corpo di fabbrica principale, oggi scomparso, era rivestito in pietra ed era alleggerito 
da ampie aperture a tutto sesto.
Inoltre, così come in altre fabbriche progettate da Carlo Reishammer, 
alla muratura tradizionale erano uniti elementi in ghisa, con una scala a spirale posta all'interno dell'edificio ed una serie di delfini ornamentali 
collocati nell'arcata centrale del ponte.


I delfini in ghisa che si trovavano dentro
la dogana d'acqua.
 I delfini furono realizzati intorno al 1835 
per tutte le porte della cinta daziaria legate all'acqua (Dogana d'acqua e Porta a Mare). 
Furono fusi a Follonica. 
Quelli di Ardenza ci sono arrivati solo in epoche più recenti 
perché in origine erano sul ponte della Porta a Mare che passava sul vecchio canale dei Lazzaretti, sull'attuale piazza Luigi Orlando.





Punta il mouse sulla foto: puoi spostarti in avanti e indietro lungo la piazza 
e persino ruotare la visuale di 360°.
Questo è Street View
(Dogana d'acqua oggi)

 Il 19 marzo 2013 è stata posata la prima pietra del cantiere di ricostruzione e riqualificazione dell'area della Dogana d'acqua e, in particolare, dell'edificio situato sul lato della caserma La Marmora. I lavori dell'edificio sul ponte della Dogana, invece, sono stati avviati nel 2014. Tuttavia, il progetto esecutivo, curato dallo studio Leonardo di Pisa, ha completamente rinnegato i precedenti: in particolare, le forme della vecchia Dogana sono state impresse in una sorta di teca vetrata costruita sul ponte a tre archi ottocentesco, il cui risultato, all'atto pratico, ha però generato diverse critiche.



Fonte
Wikipedia






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voci correlate: Porte e Barriere delle Mura Leopoldine





mercoledì 20 luglio 2011

Antica immagine della Barriera San Marco a Livorno


  La Barrirera San Marco ancora esistente, 
fu costruita intorno al 1889 di fianco alla Porta omonima 
per favorire l'afflusso dei viaggiatori alla Stazione Leopolda (Stazione San Marco).

sulla sinistra dietro la barriera
la nuova stazione centrale inaugurata il 3 luglio 1910)





La Barriera San Marco si trova lungo la cinta muraria della città, 
in asse con via Solferino, situata nei pressi dell'ex Stazione Leopolda.





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