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Classifica delle 10 cartoline più viste del mese

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giovedì 10 agosto 2017

Cartoline d' epoca di Piazza del Cisternone a Livorno

La Piazza del Cisternone a Livorno collega via De Larderel al viale Carducci,
nei pressi troviamo la chiesa di Sant'Andrea ed il Complesso Gherardesca.
Deve il suo nome al grande serbatoio preceduto da un portico a colonne doriche, 
costruitovi nella prima metà dell'800, il Cisternone o Gran Conserva.
 Dal lato opposto della piazza si trova la Chiesa di S.Andrea.

La piazza vista dal viale Emilio Zola, l'attuale viale Carducci.





In piazza del cisternone vedi anche:

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      Cartoline di Piazza Colonnella a Livorno

      Piazza Colonnella si trova a Livorno ed è ubicata
      all'inizio di via Grande lato Mare.
      piazza Colonnella e via Greca
       Nella foto sopra vediamo la parte della piazza verso nord con la via Greca 
      che arrivava alla piazza del Villano. 
      Ci furono diverse botteghe che appartenevano per lo più a mercanti di origine greca e questo dette il nome alla via. 
      Si può notare che l’edificio al centro della foto aveva ancora le aperture ad arco ed ospitava un albergo ed un ristorante, mentre in fondo alla via Greca 
      si vedono gli edifici all’inizio della vecchia via del Giardino.
      A sinistra un carretto con scala dove si lavora a mettere in posa la nuova linea elettrica che pian piano sostituirà i vecchi lampioni a gas che vediamo agli angoli delle case.



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       Nei dintorni vedi anche:

       monumento dei quattro mori








      Cartoline di Piazza della Repubblica a Livorno

      La piazza della Repubblica è una delle più grandi (circa 19.000 metri quadri) 
      e senza dubbio tra le più caratteristiche piazze di Livorno. 

       Sorta nel 1844 per opera del regio architetto Luigi Bettarini mediante la copertura di un tratto di Fosso Reale, in origine era denominata  
      "La Volta" da cui "il Voltone" poi Piazza del Voltone fino al 1850 , poi piazza dei Granduchi fino al 1859, in onore alla dinastia lorenese. 
      Nel periodo risorgimentale, fu intitolata a Carlo Alberto, fino al 1946 quando, dopo il referendum, è stata rinominata piazza della Repubblica. 
      Venne ornata di 52 panchine di marmo,92 colonnetti di ferro e lampioni a gas con base a tre gambe ( per i livornesi le famose cosce di ferro ).
      Tuttavia, per i livornesi la piazza è nota come Voltone, proprio per la presenza della volta che copre il Fosso Reale e misura 240 metri ed ha la pavimentazione ovale
      La piazza si puo considerare inaugurata insieme alle statue di Leopoldo II (Canapone)
      dello scultore livornese Paolo Emilio Demi, e di Ferdinando III dello scultore Francesco Pozzi, con grandi feste e giubilo di popolo, il giorno 8 settembre 1847, nel giorno 8 dedicato alla Madonna di Montenero e agli zii.  
      o stesso popolo non piu giubilante ma infuriato il 6 maggio del 1849, con pietre e martelli offese il capolavoro del Demi che poco tempo prima era stato innalzato. Ma gia il 9 febbraio, allontanandosi il duca da Firenze, la statua del Demi venne ricoperta da un funereo tendone nero con sopra scritto in bianco "Rispetto all' autore".
      Non avendo potuto impedire lo scempio il municipio ne ordinava la rimozione e il trasporto in un magazzino del vecchio Arsenale. Nel 1953 dopo oltre un secolo dalla rimozione la statua fu collocata in piazza XX Settembre dove si trova attualmente.
       Sulla Base rimasta vuota per sei anni, fu messa nel 1855 una fredda variante dello scultore Emilio Santarelli che prese si 40 mila lire ma non onore e fama.
      Al primo piano del palazzo tra via Buontalenti e via Grande a destra, 
      naque nel 1918 e bi ebbe sede per diversi anni il giornale 
      "Gazzetta Livornese e Telegrafo" oggi il Tirreno.
      I palazzi che contornano la piazza sono tutti scampati ai bombardamenti dell'ultima guerra, ad eccezione di quello che fù sede delle Poste, posto tra via delle Galere e il Largo Fattori, successivamente ricostruito con porticato.

      Alla fine della via Vittorio Emanuele troviamo questa piazzetta, 
      conosciuta come slargo del Cisternino, oggi Largo Fattori,
      accanto alla piazza Carlo Alberto
      Era delimitata dal retro del palazzo del Cisternino di città e da un lato 
      del palazzo Rosselli, sede delle Poste, che in tempo di guerra fu centrato 
      in pieno da una bomba e distrutto completamente. 
      Palazzo delle Poste, che in tempo di guerra fu centrato 
      in pieno da una bomba e distrutto completamente. 
      Venne in seguito ricostruito con motivi architettonici più moderni 
      che non lo hanno ben inserito nell’insieme della piazza.
      Piazza Carlo Alberto ai primi del secolo. 
      La piazza è sempre stata luogo di ritrovo dei bambini che qui venivano a giocare; 
      nella foto ripresa dalla parte della Fortezza Nuova sono in bella evidenza una panchina in marmo e un lampione in ferro, si vedono anche le cancellate che delimitavano i monumenti e che scomparvero durante la guerra. La signora, in primo piano con le brocche di rame , è stata alla fonte lì vicina a prendere l’acqua necessaria per preparare il pranzo.
      Piazza Carlo Alberto Anni Trenta.
      Lungo il fosso che esisteva prima della copertura e della realizzazione della piazza dei Granduchi c’erano diversi magazzini a livello delle acque. Alcuni di questi esistono ancora e sono raggiungibili dalla parte di piazza Garibaldi scendendo negli scantinati.
      Nella foto sopra un barcone si accinge ad entrare sotto il Voltone
      Nella piazza ripresa dall’inizio della via De Larderel si vedono, partendo da sinistra,
      il palazzo che fu sede del giornale Il Telegrafo, lo slargo del Cisternino tra la piazza e la via Vittorio Emanuele, il palazzo Rosselli che fu sede delle Poste e Telegrafi, la cupola della chiesa dei Domenicani e la Fortezza Nuova con gli edifici militari.
      Piazza Carlo Alberto incrocio via De Larderel
       Nella foto sono evidenti i mezzi di trasporto più economici di allora 
      i carretti trainati a mano che, come come si vede nella foto dell’anziana signora a destra, servivano anche da esposizione merce. 
      Caratteristico e simpatico anche il vestito della signora in primo piano con il coulisson.
       Nella piazza, tra panchine, lampioni e pioli in ferro ne esistevano oltre 100 pezzi. 
      Negli ultimi anni diversi diquesti lampioni e pioli sono stati rimessi al loro posto.

      Le due statue dei Granduchi furono messe al loro posto nel 1848. 
      Quella di Ferdinando III é opera del Pozzi, 
      quella di Leopoldo II ( Canapone ) del Demi.
      Curiosità: La piazza non è in piano, ma tra i due estremi vi sono circa 3 metri di dislivello.


      Visualizzazione ingrandita della mappa
      Punta il mouse sulla foto: puoi spostarti in avanti e indietro lungo la piazza 
      e persino ruotare la visuale di 360°.
      Questo è Street View


      In piazza della repubblica vedi anche:

        lunedì 7 agosto 2017

        Cartoline dello stabilimento Acque della Salute a Livorno

         Lo stabilimento o quello che ne rimane si trova a Livorno,
         tra via Orosi e piazza Dante, nei pressi della Stazione Centrale.


          Stabilimento termale Acque della Salutenoto anche come Terme del Corallo 
         detto anche volgarmente Montecatini al Mare.







         Veduta panoramica dello stabilimento (1904)


        Nel 1903 iniziò la costruzione dello Stabilimento della Acque della Salute 
        che fu per molti anni uno dei principali motivi di richiamo turistico della città. 
        Quasi in contemporanea venne iniziata la costruzione del grande albergo Terminus Corallo e sui vicini terreni, donati al Comune di Livorno dalla Società delle Acque della salute, nacque la nuova stazione ferroviaria sulla direttrice Roma - Genova. 




        Acque della Salute
        sullo sfondo il grande albergo Terminus Corallo (1906)
        Nei primi anni del 1800 furono notate diverse pozze naturali di acque nella zona 
        del campo di Marte, dove i militari erano soliti fare le loro esercitazioni. 
        Queste acque, a detta dei contadini della zona, avevano un effetto
        purgativo da loro riscontrato sul proprio bestiame che lì andava ad abbeverarsi.


         
        Dopo diversi anni e precisamente nel 1856, il sacerdote Giuseppe Pini costruì in quella zona un’edicola per la distribuzione di quella acqua risultata purgativa e salsoiodica.
         Passarono alcuni anni e agli inizi del secolo, per interessamento 
        di alcuni studiosi e di industriali, fu decisa la costruzione di uno 
        stabilimento per lo sfruttamento di queste acque. 
        Su queste acque vennero fatti dei saggi da famosi scienziati e furono trovate cinque sorgenti di acque con diverse qualità curative.






          Salone di mescita con le cinque acque (1906-1912)






        La costruzione di questo complesso, che fu chiamato Acque della Salute, 
        venne iniziato nel 1903 e fu portato a termine ed inaugurato nel 1905 
        alla presenza delle più importanti autorità del paese.





         L'ingresso principale di via dei Condotti (oggi v.le Carducci) 
        costruito da due eleganti edicole quadrangolari sormontate 
        da una piccola caratteristica guglia.




        Tre cartoline che ritraggono l ingresso pricipale dello

         stabilimento nei primi del 900.

        Le due eleganti edicole fungevano da biglietteria, 

        erano unite da un largo ed elegante cancello di accesso 
        che immetteva in un bel piazzale fiorito, 
        attraverso una rampa di scale si accedeva al salone centrale.

        Inaugurazione delle Acque della Salute, 15 agosto 1905

         Le terme furono frequentate soprattutto dalla nobiltà, dalla buona
        borghesia e da famosi artisti di varie nazionalità.


         In questa foto d'epoca vediamo il solenne ricevimento
        di S.A. Principe di Battenberg, Ammiraglio della Squadra Inglese

        Visita di Vittorio Emanuele III anno 1905.
         I frequentatori degli Stabilimenti delle Acque della Salute fecero parte della borghesia e dell’aristocrazia italiana e straniera e poterono usufruire, 
        oltre che delle varie cure termali, di bellissimi ambienti con ameni giardini e 
        ombrosi viali dove potevano riposarsi in pace. 



        Allo stabilimento arrivava bella gente che veniva per far uso delle acque curative e allo stesso tempo per visitare le mostre di pittura, di antiquariato e di arti varie
        che venivano preparate all’interno dei numerosi saloni.
        Spesso queste sale venivano usate per presentare i prodotti
        delle varie attività commerciali livornesi.





        Potevano inoltre godere di molti svaghi come gare di tennis, 
        pattinaggio, spettacoli, feste e manifestazioni di gala.







        Particolare del padiglione principale dello stabilimento in stile post liberty, 
        questo complesso fu considerato tra i migliori in Europa, 
        aveva varie stanze per le visite mediche, sale per la distribuzione delle acque, 
        dove si potevano assaggiare tutte e cinque le sorgenti e poi un 
        grande parco con colonnati, padiglioni e giardini.





        La terrazza dello Stabilimento 1918






         Veduta dalla terrazza del padiglione centrale.











         

        Slideshow cartoline Terme del Corallo








        Viaggio virtuale Terme del Corallo



        La storia
        Video realizzato in collaborazione con Luciano de Nigris (regista)
        sull'impianto termale della Acque della Salute di Livorno,
         conosciute come le Terme del Corallo, gioiello Liberty della città da recuperare.
        www.livornotour.com




        Nei dintorni vedi anche:


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        sabato 5 agosto 2017

        Cartoline della Chiesa Armena a Livorno

        La chiesa armena di San Gregorio Illuminatore 
         era la chiesa cattolica della nazione Armena di Livorno
        e si trova in via della Madonna.


        La chiesa di San Gregorio Illuminatore fu costruita nel 1716 per la prospera comunità armena di Livorno dall'architetto Giovanni Del Fantasia su un progetto del principe Ferdinando de' Medici.


        Colpita duramente dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale, la chiesa fu oggetto di furti, razzie e atti vandalici. Nel dopoguerra, venuta meno la comunità armena di Livorno, prevalse l'idea di ridurre il complesso ad una sorta di piccolo oratorio, demolendo gran parte dell'edificio, nonostante i danni riportati non fossero tali da decretarne l'abbattimento.



         Dal 27 settembre 2008 è sede di un centro interculturale.











        giovedì 3 agosto 2017

        ll Seamen's Institute di Livorno

        Il Seamen's Institute di Livorno era un edificio situato all'altezza dell'odierna via Fiume prima via del Giardino, a breve distanza dalla chiesa greco-ortodossa della Santissima Trinità, destinato all'accoglienza di marinai britannici. 

        Fonte Wikipedia



        Inaugurato il 4 Dicembre 1913 fu distrutto durante la seconda guerra mondiale.
        .

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        mercoledì 9 aprile 2014

        Foto d'epoca di Piazza Vittorio Emanuele II a Livorno

        Piazza Vittorio Emanuele II
        già Piazza d’Arme e popolarmente chiamata piazza Grande
        è situata nel centro della città vecchia e vi fanno capo le principali vie. 
        Si estendeva in principio fino al limite delle logge erette dal Pieroni 

        Quando fu costruito il nuovo quartiere della Venezia, venne riempito il vecchio porticciolo fatto costruire dai genovesi, che occupava l’area 
        dove in seguito furono costruiti ''i tre palazzi''. 


        Si ottenne in questo modo una grandiosa e bellissima piazza. 



         Piazza Vittorio Emanule II 1920



        Piazza Vittorio Emanuele 1922





        Veduta aerea di piazza Vittorio Emanule del 1929.


         

         Vedute aerea di Piazza Vittorio Emanule anni 30.




        Due fotografie molto simili con veduta panoramica della piazza negli anni 30
         fotografie realizzate dalla sommità del Duomo.